Storie e Personaggi

Ogni territorio ha le sue Storie e dei personaggi che risultano significativi per tanti motivi. Il personaggio più significativo di Mornese è certamente Santa Maria Mazzarello, e a questo personaggio ne sono legati altri che hanno fatto un Cammino di santità, perché santità costruisce Santità.

Il primo Santo che è passato da Mornese e di cui si ha memoria storica è San Bernardino da Siena.

Gli altri santi sono don Bosco, il beato don Michele Rua, il beato don Luigi Guanella, il beato abate Tomaso Reggio, san Giuseppe Marello, la Beata Suor Maddalena Morano, la beata Suor Enrichetta Dominici e la Beata Suor Maria Romero Meneses.

Tra i personaggi più significativi c’è certamente il Marchese Doria, e tra gli ultimi il dottor Emilio Podestà.

 

Don Giovanni Bosco (1815-1888) Beatificato il 2-5-1929, Canonizzato il 1-4-1934.

image002 (1)Nato a Castelnuovo d’Asti il 16 Agosto 1815, fu dalla madre educato alla fede e alla pratica coerente del messaggio evangelico.

A soli nove anni intuì da un sogno che avrebbe dovuto dedicarsi all’educazione della gioventù. Ancora ragazzo cominciò ad intrattenere i coetanei con giochi alternati alla preghiera e all’istruzione religiosa. Diventato sacerdote (1841) scelse come programma di vita: “Da mihi animas cetera tolle” (Gn 14,21) e iniziò il suo apostolato tra i giovani più poveri fondando l’Oratorio e mettendolo sotto la protezione di S. Francesco di Sales. www.sdb.org

Con il suo stile educativo e la sua prassi pastorale, basati sulla ragione, sulla religione e sull’amorevolezza (Sistema preventivo) portava gli adolescenti e i giovani alla riflessione, all’incontro con Cristo e con i fratelli, all’educazione della fede e alla sua celebrazione nei sacramenti, all’impegno apostolico e professionale.

Tra i più bei frutti della sua pedagogia emerge S. Domenico Savio.

Sorgente della sua infaticabile attività e dell’efficacia della sua azione, fu una costante “unione con Dio” e una fiducia illimitata in Maria Ausiliatrice che sentiva come ispiratrice e sostegno di tutta la sua opera.

I suoi figli salesiani lasciò in eredità una forma di vita religiosa semplice, ma solidamente fondata sulle virtù cristiane e sintetizzate nel binomio “lavoro e temperanza”.

Tra i suoi giovani cercò i migliori collaboratori della sua opera, dando origine alla Società di S. Francesco di Sales; insieme a S. Maria Domenica Mazzarello fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice; infine, con buoni e operosi laici, uomini e donne, creò i Cooperatori Salesiani per affiancare e sostenere la sua opera, anticipando così nuove forme di apostolato nella Chiesa.

Nel Centenario della sua morte avvenuta il 31 Gennaio 1888, Giovanni Paolo II l’ha dichiarato e proclamato Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.

Don Bosco è stato a Mornese diverse volte, la prima volta è arrivato nella IV passeggiata autunnale con i suoi ragazzi migliori nell’ottobre del 1864, su invito di don Pestarino e per conoscere Maria Mazzarello.

Tra Don Bosco e i mornesini si instaura un rapporto di stima e di reciproco rispetto, rapporto che si incrina quando don Bosco venderà il Collegio.

 

Beato don Michele Rua (1837-1910) Beatificato il 29-10-72.

image003Nato a Torino il 9 Giugno 1837, ultimo di 9 figli, entrò nell’Oratorio di Valdocco nel 1852. Un giorno D. Bosco gli dirà: “Noi due faremo tutto a metà”. Fu tra i primi a cui D. Bosco propose di formare la “Società Salesiana”. Durante 36 anni fu il suo collaboratore più intimo in tutte le tappe dello sviluppo della Congregazione: professo nel 1855, primo Direttore spirituale della Società a 22 anni (1859), prete nel 1860, primo direttore del collegio di Mirabello a 26 anni (1863-1865), Vicario di Valdocco (700 allievi) e della Società, amministratore delle “Letture Cattoliche”, incaricato della formazione (1869) e del personale, direttore generale delle FMA (1875), accompagnatore di D.Bosco nei suoi viaggi… Su esplicita richiesta del Fondatore, nel 1884, Leone XIII lo destinò a succedere a D. Bosco e lo riconfermò Rettor Maggiore nel 1888.

Ritenuto “Regola vivente” per la sua austera fedeltà, D. Rua mostrò una paternità piena di delicatezze, tanto da essere definito “un sovrano della bontà”. Con l’aumento dei confratelli e lo sviluppo delle opere, inviò i Salesiani in tutto il mondo, curando in particolare le spedizioni missionarie.

Nei suoi lunghi viaggi intrapresi per visitare le opere salesiane in Europa e nel Medio Oriente, confortava ed incoraggiava, sempre appellandosi al Fondatore: “D.Bosco diceva…D.Bosco faceva…D.Bosco voleva…”.

Quando morì, il 6 Aprile 1910, a 73 anni, la Società era passata da 773 a 4000 salesiani, da 57 a 345 Case, da 6 a 34 Ispettorie in 33 paesi.

Beatificandolo, Paolo VI affermò: “La Famiglia salesiana ha avuto in D. Bosco l’origine, in D.Rua la continuità… Egli ha fatto dell’esempio del santo una scuola, della sua Regola uno spirito, della sua santità un modello; ha fatto della sorgente un fiume”.

La sua salma si venera nella cripta della Basilica di Maria Ausiliatrice. La sua memoria si celebra il 29 Ottobre.

Il Beato Miche Rua è venuto diverse volte a Mornese anche per controllare la completa sistemazione del Collegio.

 

Beata Maddalena Morano (1847-1908). Beatificata il 5 -11-1994 da Giovanni Paolo II.

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Nata a Chieri (Torino) il 15 Novembre 1847, Maddalena Caterina Morano inizia fin da giovane, fra i piccoli del luogo, un tirocinio pedagogico di cui sarà improntata tutta la sua vita specialmente dopo il conseguimento del diploma di insegnante. Ricca di esperienza didattica e catechistica, sui trent’anni può coronare un desiderio di consacrazione che risale alla sua prima comunione.

Nel 1879 dopo essersi consigliata con don Bosco viene a Mornese e diventa Figlia di Maria Ausiliatrice e chiede al Signore la grazia “di rimanere in vita finché non abbia completato la misura della santità”.

Destinata nel 1881 alla Sicilia, vi inizia una feconda opera educativa tra le fanciulle e le giovani dei ceti popolari. Volgendo costantemente “uno sguardo alla terra e dieci al Cielo”, apre scuole, oratori, convitti, laboratori in ogni parte dell’isola. Nominata superiora provinciale assume anche l’impegno formativo per le nuove numerose vocazioni, attratte dal suo zelo e dal clima comunitario che si crea intorno a lei. Il suo molteplice apostolato è apprezzato e incoraggiato dai Vescovi, che affidano alla sua evangelica intraprendenza l’intera Opera dei catechismi.

Minata da un’affezione tumorale, il 26 marzo 1908 suor Morano chiude a Catania una vita di piena coerenza, vissuta sempre nell’intento di “non ostacolare mai l’azione della Grazia con cedimenti all’egoismo personale”. Nella stessa città Giovanni Paolo Il l’ha proclamata beata il 5 novembre 1994. La celebrazione della memoria cade nel giorno che ricorda la sua nascita terrena: 15 Novembre. La sua salma è venerata ad Alì Marina (Catania).

Beata Maria Romero Meneses (1902-1977) Beatificata il 14-4-02.

image006Nacque a Granada di Nicaragua il 13 Gennaio 1902. Il padre era ministro nel governo repubblicano e molto ricco. Ma era anche molto generoso con i diseredati. Questo fece sì che ne rimanesse truffato per cui la sua situazione economica fu compromessa per sempre. Maria ebbe un animo simile al babbo. Per lei la famiglia sognava grandi cose: studiò musica, pianoforte e violino. Ma lei scelse la strada religiosa. Le pareva che il carisma di D.Bosco fosse stato creato proprio per le sue sante aspirazioni.

Pronunciati i voti perpetui fu inviata a San Josè di Costa Rica, che divenne sua seconda patria. Fu destinata ad insegnare nel collegio delle giovanette abbienti. Ma lei cercava soprattutto “fanciulli poveri e abbandonati” come D. Bosco. E, conquistati quelli della città, andò per monti e valli a “salvare anime!. Come D Bosco formò, scegliendole tra le migliori delle sue allieve, le discepole per l’Opera degli Oratori. Le chiamava “las misioneritas” e compirono miracoli non solo in senso traslato. Anche quando dovette lasciare l’insegnamento non lasciò mai, fino all’ultimo respiro, di insegnare catechismo a piccoli e grandi. Le crebbero intorno “opere sociali” da stupire lo stesso Governo. Giunse a creare un villaggio per i più poveri tra i poveri, dando a ciascuna famiglia – tolta da sotto i ponti – una propria casetta. Seppe infondere tanta devozione a Maria Ausiliatrice. Le costruì una chiesa nel centro di San Josè che è faro e salvezza per innumerevoli anime. In realtà operò grandi cose con la sua fede e con la collaborazione di persone benestanti conquistate alla causa dopo aver sperimentato gli effetti della devozione mariana. Questa suora tanto attiva era anche eminentemente mistica, di intima unione con Dio. Dei suoi “Escritos Espirituales” si son stampati già alcuni volumi. Morì d’infarto il 7 Luglio 1977. Il Governo di Costa Rica la dichiarò cittadina onoraria della nazione. La sua salma è a San José de Costa Rica, presso la grande opera da lei fondata come “Casa de la Virgen” e “Obra social”.

Nel 1969 la futura Beata è venuta a Mornese a fare gli esercizi Spirituali, e ha messo a disposizioni le sue doti musicali accompagnandoli con il suono della pianola nella Chiesetta di San Lorenzo e Maria Ausiliatrice.

Post Author: Dio

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